28 set 2009

Festival della Letteratura di Viaggio - 24/27 settembre a Roma

segue....
Oggi sono loro, uomini e donne di quelle terre che si imbarcano per esplorare nuovi territori, troppo spesso arrivando neanche a metà del viaggio - armati della forte volontà di uscire dall'incubo di una vita vissuta all'insegna della sopravvivenza, abbagliati dal miraggio di un futuro migliore.
Scienziati, avventurieri, conquistatori, ieri, migranti (spesso clandestini) , extracomunitari, oggi. Oltre ad esplorare le nostre terre, esplorano anche le nostre coscenze, poste difronte ai tanti interrogativi che trovano a stento risposte nella soliderietà umana e nell'accoglienza troppo spesso finalizzata alla sola verifica dell'identità".
Malgrado ciò il loro ottimismo è disarmante e straordinario, la loro forza di volontà, di mettersi in viaggio - al di là di ogni timore - ci spaventa...
Questi uomini, queste donne, questi bambini non si arrendono difronte a nulla, seguono, con il coraggio degli antichi esploratori, il loro faro nella notte, la loro stella!
In Africa - dice il dott. Morrone - si vedono ancora le stelle di notte, luminose e colorate, perchè all'imbrunire si spengono tutte le luci, non c'è energia elettrica ....
Vedere una stella è come avere una "visione", ci indica da dove veniamo e verso dove andiamo, è un "sogno" che riluce nel silenzio. Per loro, i nuovi esploratori, è il sogno di arrivare, di restare, lavorare ... per poter ritornare!
Per questo bisogna aiutare queste popolazioni ad aiutarsi, a formarsi - costruendo strutture sul posto - perchè questo è il loro ed il nostro futuro, in modo che un ingegnere etiope, per esempio, non si trovi costretto a fare il taxista a New York o un medico, il giardiniere in Italia.

Probabilmente chi riesce a vedere le Stelle ... ha ancora un sogno in cui credere e per cui lottare, ed ogni uomo - verso un altro uomo - ha il dovere rispettare.

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